fian, quando raggi, come sol che sale,
non più la fiorentina
l'itala libertate.
Oggi le colline che furono desolate da quella guerra, lussureggiano di oliveti e di vigne, si ammantano a festa nelle soavi primavere fiorentine: e dove scalpitarono i cavalli di Lamagna e di Spagna, e si piantarono le artiglierie anche di città sorelle, la vaporiera trasvola di vetta in vetta, lungo le bellezze che natura ed arte hanno accolto nella sottoposta convalle, e porta seco la letizia delle paesane brigate, l'ammirazione degli ospiti benaccetti. Nel seno verde della florida pendice, Pitti e Boboli sono la reggia del Re d'Italia, il giardino della nostra graziosa e diletta Sovrana. Ma, degnamente vicino a tal reggia, San Miniato, col suo vecchio campanile mitragliato gloriosamente, torreggia tuttora: ed ivi presso, il genio di Michelangiolo, nelle forme gigantesche, eternamente splendide di gioventù e di forza, del biblico liberatore, domina ancora e protegge la sua Firenze.
Sulle condizioni della
Economia Politica nel Cinquecento
E LA SCOPERTA D'AMERICA
DI
ARTURO JÈHAN DE JOHANNIS.
Signore e Signori,
Un moderno scrittore, esprimendo del resto una convinzione che è molto diffusa, ha detto che la economia politica non è altro che letteratura noiosa; temo che oggi per mia colpa avrete una nuova conferma di quel giudizio. Concedetemi però di sperare che non lascierete venir meno la vostra pazienza.
Il secolo XVI è, specialmente da alcuni economisti, considerato per l'Italia come un periodo di decadenza; ed in tal giudizio, forse eccessivamente sintetico, si può concordare, quando lo si restringa dicendo: che in esso cominciano i sintomi di una decadenza. E veramente non si può ammettere che quello stato di prosperità economica e di splendore dell'arte, nella letteratura, negli studi, frutto di un lavoro intenso di quattro secoli, abbia potuto deperire in una diecina d'anni, nè per il solo fatto delle dominazioni straniere, che nel XVI secolo si allargarono in Italia, nè per le lente modificazioni che subì il commercio.