E la stanza ineffabilmente tenera e molle, dolce come note di flauto, in cui è descritto il destarsi di Erminia, di prima mattina, nell'albergo pastorale:

Non si destò finchè garrir gli augelli

Non sentì lieti e salutar gli albori,

E mormorare il fiume e gli arboscelli,

E con l'onde scherzar l'aura e co' fiori.

Apre i languidi lumi, e guarda quelli

Alberghi solitarii de' pastori,

E parle voce udir fra l'acqua e i rami

Che ai sospiri ed al pianto la richiami.

Rinaldo prima di affrontar la impresa del bosco incantato, confessatosi a Pier l'Eremita, va solo, di prima mattina, sul monte Oliveto, pensoso in un pio raccoglimento. Qui abbiamo accenti, sentimenti, descrizioni che sono di un'assoluta novità nella poesia italiana del secolo XVI. Sentite.