Pietà, Signor, di questo peregrino!
Amor giovine, deplorò le umane rovine della Chiesa e le morali rovine del Mondo, con versi potenti. La Chiesa di Cristo,
Povera va con membra discoverte,
I capei sparsi e rotte le ghirlande:
Scorpio la punge ed angue la perverte.
E così va per terra
La coronata, e le sue sante mani....
Bestemmiata dai cani
Che van truffando sabbati e calende....
Le Poesie sacre del Savonarola, a differenza di quelle di Feo Belcari e del Benivieni, accennano o confermano il concetto d'una Riforma Cattolica, già prenunziata da Dante. E in alcune strofe si mostra anche artista. Nonostante il falò delle vanità, nel quale è a deplorarsi l'eccesso che pur vi fu, egli aveva vivo il sentimento dell'Arte. Fondò una scuola di pittura nel suo stesso Convento, ove lavorò Fra Bartolomeo, fu agli artisti e ai letterati consigliere e ispiratore, fu intimo amico di Pico della Mirandola e inaugurò con lui gli studi ebraici e orientali — e il genio dei Profeti e di Dante che era in lui, lo comunicò a Michelangiolo, e palpita ancora immortale alla volta e alle pareti della Sistina. Non facciamo dunque del grande oratore e del grande riformatore, un Erostrato selvaggio e un frate ignorante.