Opposizione vana ad ogni modo quella del Tassoni; al pari della satira politica del Boccalini e di qualche nobile accento di Salvator Rosa, poichè il Marini fa scuola e le due caratteristiche del Marinismo, la sentimentalità voluttuosa e lo sforzo della forma, cogli svolazzi, le riprese, i trilli, i gorgheggi variati all'infinito, si rispecchiano nell'architettura barocca del Maderna e del Bernini, artisti grandi, ma compiutamente travolti dalla corrente del loro tempo, e nella scultura e nella pittura, barocche esse pure ed insieme enfaticamente sentimentali, del Maderna e del Bernini stessi e dei Carracci e dei Carracceschi.
L'architettura barocca non ha più leggi nè limiti, neppure di buon senso, nella sua smania decorativa, di cui sono tipo le chiese dei Gesuiti col
grosso angel paffuto,
dice il Carducci,
Che nelle chiese del Gesù stuccate
Su le nubi s'adagia
Su le nubi dorate e inargentate,
Che paion di bambagia,
e sembra presa invero d'una specie di frenesia, anche quando, come spesso in Roma, e soprattutto in San Pietro, riesce pure a intonarsi di qualche guisa, e, se non altro, colla grandiosità, alle belle linee del Rinascimento.
La scultura e la pittura, per lo più di soggetto sacro, non possono più contenersi neppure esse e anche nelle opere migliori, nella Santa Cecilia del Maderna in Trastevere, nella Pietà del Bernini o Berniniesca della Cappella Corsini in Laterano e peggio ancora nella Santa Teresa a Santa Maria della Vittoria, al pari che nelle pitture dei Carracci, di Guido e del Guercino, pare che nulla più basti allo sforzo, alla posa, al gigantesco di questa scultura e di questa pittura, e la divozione diventa delirio, l'estasi agonia, il martirio carnificina.