Che un gigante non fan colle sue braccia.

Il Marino si accinge ad emulare questa potenza di rappresentazione e si illude di riuscirvi, profondendo a piene mani gli epiteti più significativi pigliati alla rinfusa da tutto ciò che può associarsi all'idea di grandezza smisurata. Ecco una sua descrizione a proposito d'Apollo che prostra il serpente Pitone:

Già l'ingordo Piton, che avea pur dianzi

Co' fiati ardenti e con gli acuti fischi

Secche le selve, impoveriti i prati,

Decisi i fiori e consumate l'erbe,

E con la bocca e con la lingua immonda

Distrutti i fonti ed asciugati i fiumi,

Infetta l'acqua ed infamati i lidi,

Con un bosco di strali in su la scorza