Per man del biondo Dio giacea trafitto.
E il superbo Cadavere che, ancora
l'ali e la fronte orribilmente adorno
D'aurate conche di purpuree creste
E l'aspra coda e lo scoglioso tergo
Tinta di nera e squallida verdura,
La foresta cuopria di fiera pompa,
Svolte le immense e smisurate spire
Distesi gli orbi e rallentati i nodi,
Sotto il suo vasto sen lo spaziò intero