De la notte e del giorno è messaggera,

Te lo cui raggio limpido e profondo

Serena il cielo ed innamora il mondo.

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Dettami tu del giovinetto amato

Le venture e le glorie alte e superbe;

Qual teco in prima vissi, indi qual fato

L' estinse e tinse del suo sangue l'erbe,

E tu m'insegna del tuo cor piagato

A dir le pene dolcemente acerbe,