Queste membra noiose e quello incarco.

Vorrebbe tornare indietro dal viaggio periglioso, l'assalto di quei begli occhi lo spaventa, grida che non vuol più amare. Ma poi risospira alle dolci catene:

Oimè! il giogo e le catene e i ceppi

Eran più dolci che l'andare sciolto;

ed è sicuro che non potrà mai guarire dell'amor suo, e divinizza i luoghi dove ha visto Laura, e lei vede dappertutto, la segue, ne disegna il bel viso sui sassi, dice che la sua vita è una guerra,

E sol di lei pensando ho qualche pace.

Il Petrarca era nel 1337 a Roma, e là scriveva questo sonetto:

L'aspetto sacro della terra vostra

Mi fa del mal passato tragger guai,

Gridando: sta su, misero! che fai?