Miserere del mio non degno affanno,

Riduci i pensier vaghi a miglior luogo,

Rammenta lor com'oggi fosti in croce.

Altre volte si sente stanco e vorrebbe riposarsi e invoca Gesù e cerca consolazione nelle parole evangeliche:

O voi che travagliate, ecco il cammino,

Venite a me, se 'l passo altri non serra.

Altre volte, ancora, piange la libertà perduta e paragona l'amore per Laura agli scogli, al porto l'amore di Dio. Tetri pensieri gli invadono l'anima, anche quello del suicidio pur di potersi liberare dalla pena amorosa che l'ange.

S'io credessi per morte essere scarco

Del pensiero amoroso che m'atterra,

Con le mie mani avrei già posto in terra