M'asciuga gli occhi, e col suo dir m'apporta

Dolcezza ch'uom mortal non sentì mai.

Fra il Petrarca e Laura, finch'ella visse, si frapponevano troppi altri sentimenti del Poeta, perchè egli potesse in quell'unico amore trovare riposo. In Laura viva il mistico travedeva il peccato e la dannazione; il restauratore de' classici studi, una distrazione perniciosa alla sua gloria; il patriotta, un ostacolo al suo ritorno stabile in Italia. Ma tutto questo cessa colla morte di lei, ed egli stesso lo confessa dicendo che non vorrebbe rivederla viva, perchè tornerebbe ad esser per lui un tormento:

Non vorrei rivederla in questo inferno.

Ogni dissidio ora vien meno, e tutto si muta in pace ed armonia. Quelle che prima gli parevano crudeltà, ora son diventate arti leggiadre. Egli la ringrazia ora di quello che un tempo fu il suo tormento:

Oh quant'era peggior farmi contento!

dice adesso; adesso che alle sue tentazioni ha posto fine la morte. Ormai egli può dire con sincerità:

Benedetta colei ch'a miglior vita

Volse il mio corso, e l'empia voglia ardente,

Lusingando affrenò...........