E crespo farsi il viso di costei,

E crespi gli occhi bei, che tanto rei

Son per me, lasso! ed il caro tesoro

Del sen ritrarsi, e il suo canto sonoro

Divenir roco sì, com'io vorrei.

Ogni mio spirto, ogni dolore e pianto

Si farà riso, e pur sarò sì pronto,

Ch'io dirò: Donna, Amor non t'ha più cara

. . . . . . . . . . . . . . . .

Non dirò, o Signori, che questi sian versi bellissimi; ma son versi che ci dicono quanto fosse vera, profonda, ardente la passione del Boccaccio. Paragonati a quelli del Petrarca, essi rimangono certo molto inferiori per l'eleganza; ma ci rivelano un amore pieno, quasi troppo pieno, di tutte le realtà più sensibili e più terrene. Il futuro novelliere mostra già qui le sue tendenze a ciò che è schiettamente umano, a ciò che si stacca da tutti i misticismi, da tutti i trascendentalismi dei tempi anteriori. Ci riaccostiamo alla natura e alla verità; ed è questo un gran fatto nella storia dell'umano pensiero.