E sospetto diventi il tuo bel seno

Ai naviganti, e il nuvolo e il sereno,

In te riversin fumo, zolfo e fuoco!

Che hai corrotta la più casta mente

Che fosse in donna, con la tua licenza

. . . . . . . . . . . . . . .

Nè dell'imprecazione a Baia è contento; ma va più in là, e con parole quasi selvagge urla che sarà felice quando vedrà distrutte le bellezze della donna amata, quando la vedrà vecchia, macilente e vizza:

S'egli avvien mai che tanto gli anni miei

Lunghi si faccian, che le chiome d'oro

Vegga d'argento, onde io m'innamoro,