Anzitutto ci si presenta qui il vomere di ferro tirato da animali, che rese possibile la coltura in grande della terra, l'agricoltura, e con ciò un incremento di sussistenze praticamente illimitato per le condizioni di quei tempi; con ciò ancora i diboscamenti e la trasformazione delle foreste in terreno coltivabile e in prati — trasformazione impossibile in larga misura, prima che fossero introdotte l'ascia e la vanga di ferro. Ma ciò produsse anche il rapido aumento della popolazione, e il suo addensarsi su piccolo spazio. Prima dell'agricoltura, solo condizioni eccezionalissime potevano fare che una popolazione di un mezzo milione di uomini si riunisse sotto un Governo centrale; e probabilmente ciò non era mai avvenuto.

Il maggior fiore dello stadio superiore della barbarie ci si presenta nelle poesie omeriche, e sopratutto nell'Iliade. Complicati utensili di ferro; il mantice; il mulino a mano; la ruota del vasaio; la preparazione dell'olio e del vino; una lavorazione dei metalli diventata artistica; la carretta e il carro da guerra; la costruzione delle navi con assi e travi; gli inizii dell'architettura come arte; città murate con torri e merli; l'epopea omerica e tutta la mitologia — son questi i principali retaggi che i Greci portarono dalla barbarie nell'epoca civile. Se confrontiamo con ciò le descrizioni che Cesare ed anche Tacito fanno di quei Germani, che stavano alla soglia di quello stesso stadio dell'evoluzione, dal quale i Greci omerici si accingevano a passare in uno stadio superiore, vedremo quale ricchezza di sviluppo della produzione contenga in sè lo stadio superiore della barbarie.

Il quadro dell'evoluzione dell'umanità attraverso lo stato selvaggio e la barbarie sino ai principii dell'epoca civile, quadro che ho qui abbozzato sulle tracce di Morgan, è già abbastanza ricco di dati nuovi e, quel che più monta, incontestabili, perchè desunti immediatamente dalla produzione. Nondimeno esso apparirà pallido e meschino, paragonato con quello che si svolgerà alla fine della nostra peregrinazione: soltanto allora sarà possibile porre in piena luce il passaggio dalla barbarie all'epoca civile e il loro vivo contrasto. Noi possiamo generalizzare intanto la classificazione di Morgan:

Stato selvaggio — Periodo in cui prevale l'appropriazione dei prodotti naturali; i prodotti dell'arte umana sono sopratutto utensili necessari a quest'appropriazione.

Barbarie — Periodo della pastorizia e dell'agricoltura, dell'introduzione di metodi per l'incremento dei prodotti naturali mercè l'attività umana.

Epoca civile — Periodo in cui l'uomo apprende la ulteriore lavorazione dei prodotti naturali, l'industria propriamente detta e l'arte.

II. La famiglia

Morgan, che passò gran parte della sua vita tra gli Irocchesi che anche ora hanno sede nello Stato di Nuova-York, e che fu adottato in una delle loro tribù (quella dei Senecca), trovò in vigore fra essi un sistema di parentela, che contraddiceva coi loro rapporti di famiglia effettiva. Regnava tra essi quella specie di connubio individuale, facilmente dissolubile dalle due parti, che Morgan designò come famiglia sindiasmica (dal greco συνδιαξω, accoppiarsi). La prole di un tale connubio era quindi manifesta e riconosciuta da tutti; nissun dubbio a chi dovessero applicarsi le qualifiche di padre, madre, figlio, figlia, fratello, sorella. Ma ciò non ha riscontro nell'uso effettivo di queste espressioni. L'Irocchese chiama suoi figli e sue figlie non soltanto i suoi proprii figli, ma anche quelli dei suoi fratelli; ed essi lo chiamano padre. Egli chiama invece nipoti i figli delle sue sorelle, ed essi lo chiamano zio. Inversamente, la Irocchese chiama suoi figli e sue figlie i figli proprii e quelli delle sue sorelle, e questi la chiamano madre. Essa chiama invece suoi nipoti i figli dei suoi fratelli, ed essi la chiamano zia. I figli dei fratelli si chiamano quindi tra loro fratelli e sorelle; similmente i figli delle sorelle. I figli di una donna e quelli dei suoi fratelli si chiamano invece reciprocamente cugini. E questi non sono semplici nomi, ma espressioni che racchiudono concetti reali di prossimità e di lontananza, di eguaglianza e di disuguaglianza della consanguineità, e servono di base a un sistema di parentela completamente elaborato, che è in grado di esprimere parecchie centinaia di rapporti di parentela differenti di un solo individuo. V'ha di più. Questo sistema non è soltanto in pieno vigore presso tutti gl'Indiani americani (finora non s'è trovata alcuna eccezione), ma vige anche quasi invariato presso gli aborigeni dell'India, nelle tribù dravidiane del Dekan e nelle tribù Gaura dell'Indostan. Le espressioni di parentela dei Tamili nell'India del Sud, e degl'Irocchesi della tribù Senecca nello Stato di Nuova-York, concordano ancora oggi per più di duecento diverse designazioni di parentela. E anche fra queste tribù dell'India, come fra tutti gl'Indiani americani, le relazioni di parentela, nascenti dalla forma di famiglia in vigore, stanno in contraddizione col sistema di parentela.

Come spiegare ciò? Dato il valore grandissimo della parentela nell'ordinamento sociale di tutti i popoli selvaggi e barbari, non si può con delle frasi distruggere l'importanza di un sistema tanto diffuso. Un sistema, che è generalmente in vigore nell'America, che esiste parimente nell'Asia presso popolazioni di razze affatto diverse, del quale abbondano forme più o meno modificate dapertutto in Africa e in Australia, vuol essere spiegato storicamente, non messo da parte con delle frasi, come tentò per esempio il Mac Lennan. Le designazioni di padre, figlio, fratello, sorella non sono semplici titoli d'onore, ma importano doveri reciproci ben determinati e seriissimi, l'insieme dei quali è parte essenziale della costituzione sociale di quei popoli. E la spiegazione fu trovata. Alle isole Sandwich (Hawai) esisteva ancora nella prima metà di questo secolo una forma di famiglia, che presentava esattamente siffatti padri e madri, fratelli e sorelle, figli e figlie, zii e nipoti, quali li suppone il sistema di parentela dei primitivi Indiani dell'America. Ma, cosa strana! il sistema di parentela in vigore in Hawai non concordava a sua volta colla forma di famiglia ivi realmente esistente. Là, cioè, tutti i figli dei fratelli e delle sorelle sono indistintamente fratelli e sorelle, e son ritenuti figli comuni, non soltanto della loro madre e delle sue sorelle, o del loro padre e dei suoi fratelli, ma di tutti i fratelli e di tutte le sorelle dei loro genitori senza distinzione. Se dunque il sistema di parentela americano presuppone una forma di famiglia primitiva che in America più non esiste e che noi troviamo ancora realmente esistente nell'Hawai, il sistema di parentela dell'Hawai ci rinvia, dal canto suo, a una forma di famiglia ancor più primitiva, di cui certamente non possiamo dimostrare più l'esistenza in nessun luogo, ma che dev'essere esistita, poichè in caso diverso non avrebbe potuto nascere il corrispondente sistema di parentela. «La famiglia — dice il Morgan — è l'elemento attivo; essa non è mai stazionaria, ma progredisce da una forma inferiore ad una superiore, a misura che la società si sviluppa da uno stadio più basso ad uno più alto. I sistemi di parentela al contrario sono passivi; solo a lunghi intervalli essi registrano i progressi fatti dalla famiglia nel corso del tempo, e subiscono cangiamenti radicali solo allorquando la famiglia si è radicalmente cangiata.» — «E — aggiunge il Marx — questo è vero in generale anche dei sistemi politici, giuridici, religiosi, filosofici.» Mentre la famiglia progredisce, il sistema di parentela si ossifica, e mentre questo si mantiene per consuetudine, la famiglia lo oltrepassa. Ma, colla stessa sicurezza, colla quale il Cuvier, dalle ossa marsupiali di uno scheletro di animale, trovate presso Parigi, potè stabilire che esso era di un marsupiale, e che ivi un tempo erano vissuti dei marsupiali ora estinti; colla stessa sicurezza noi possiamo indurre, da un sistema di parentela storicamente pervenutoci, la precedente esistenza della forma di famiglia estinta, ad esso corrispondente.

I sistemi di parentela e le forme di famiglia testè menzionati differiscono da quelli ora dominanti in ciò, che ogni figlio ha più padri e più madri. Nel sistema di parentela americano, al quale corrisponde la famiglia dell'Hawai, il fratello e la sorella non possono essere padre e madre dello stesso figliuolo: ma il sistema di parentela dell'Hawai presuppone una famiglia, nella quale questa era invece la regola. Eccoci ricondotti a una serie di forme di famiglia, che contraddicono recisamente a quelle sinora ordinariamente ammesse come le sole che siano esistite. Le idee correnti conoscono soltanto il connubio individuale, allato ad esso la poligamia, e tutt'al più la poliandria, e dissimulano, come si addice al moralista filisteo, che la pratica, tacitamente ma con tutta disinvoltura, scavalca questi limiti posti dalla società ufficiale. Lo studio della storia primitiva ci presenta invece condizioni, nelle quali gli uomini vivono in poligamia, e le loro mogli contemporaneamente in poliandria, e i figli comuni sono quindi considerati come comuni a tutti loro; condizioni che percorrono a loro volta tutta una serie di cangiamenti sino al loro definitivo risolversi nel connubio individuale. Questi cangiamenti sono tali, che il circolo del vincolo coniugale comune, larghissimo da principio, si restringe sempre più, finchè alla fine lascia sussistere soltanto la coppia unica, che oggi predomina.