7.º Se, com'è quasi certo, i quattro linages (lignaggi, schiatte), che abitavano i quattro quartieri del Tlascalà al tempo della conquista, erano quattro fratrie, è con ciò dimostrato che le fratrie, come fra i Greci e come le analoghe associazioni di schiatte fra i Germani, contavano anche come unità militari; questi quattro linages andavano in guerra, ciascuno formando uno speciale drappello, con uniforme e bandiera propria e sotto proprii condottieri.

Come parecchie genti una fratria, così, nella forma classica, parecchie fratrie fanno una tribù; in molti casi, nelle tribù molto indebolite, manca l'anello di congiunzione, la fratria.

Or che cos'è che caratterizza una tribù indiana d'America?

1.º Un territorio proprio e un proprio nome. Ogni tribù, oltre il luogo di sua vera sede, possedeva un esteso territorio per la caccia e per la pesca. Al di là, v'era una vasta zona neutra che si estendeva sino al territorio della tribù più vicina, ed era meno larga fra tribù di linguaggio affine, più larga fra tribù di linguaggio non affine. È questa la «foresta limitrofa» dei Germani, il deserto che creano intorno al loro territorio gli Svevi di Cesare, l'«îsarnholt» (danese jarnved, limes danicus) tra danesi e alemanni, il Sachsenwald (selva sassone) e il branibor (che vale, in slavo, selva protettrice), donde ha nome il Brandeburgo, fra alemanni e slavi. Il territorio, così rinchiuso fra incerti confini, era il dominio comune della tribù, tale riconosciuto dai vicini, e che essa doveva difendere dalle usurpazioni. Per lo più, in pratica, l'incertezza dei confini non nuoceva se non quando la popolazione era molto cresciuta. — I nomi delle tribù sembrano, il più spesso, nati accidentalmente anzichè scelti a disegno; spesso col tempo avveniva che una tribù fosse designata dalle vicine con un nome diverso da quello con cui si chiamava essa stessa; così gli Alemanni ricevettero dai Celti il loro primo nome storico collettivo di Germani.

2.º Un dialetto speciale, proprio soltanto a quella tribù. Infatti, tribù e dialetto non fanno che uno; testè ancora in America, tribù e dialetti nuovi formavansi per scissione; forse se ne formano ancora. Se due tribù indebolite si fondono in una, avviene, in via di eccezione, che nella stessa tribù si parlino due dialetti cognati.

La forza media della tribù americana è sulle 2000 teste; i Cerocchesi però ne contano 26,000, il più gran numero d'indiani negli Stati Uniti che parlino lo stesso dialetto.

3.º Il diritto d'insediare solennemente Sachem e Capitani eletti dalle genti; e

4.º Il diritto di deporli anche contro il volere della loro gente. Sachem e Capitani essendo membri del Consiglio della tribù, si spiegano da sè questi diritti della tribù di fronte ad essi. Dove più tribù federavansi, questi diritti passavano al loro Consiglio federale.

5.º Idee religiose (mitologia) e funzioni del culto comuni. «Gli Indiani erano, alla loro maniera barbara, un popolo religioso». La loro mitologia non fu ancora studiata con metodo critico; essi già si figuravano sotto forme umane l'incarnazione delle loro idee religiose — spiriti d'ogni sorta — ma lo stadio inferiore della Barbarie, in cui si trovavano, non conosce ancora le rappresentazioni simboliche, i cosiddetti idoli. È un culto naturale ed elementare, evolvente al politeismo. Le differenti tribù avevano le loro feste periodiche, con determinate forme di culto, sopratutto la danza e i giuochi; le danze in particolare erano un elemento sostanziale di tutte le solennità religiose; ogni tribù ne aveva di speciali.

6.º Un Consiglio della tribù per gli affari comuni. Esso era composto di tutti i Sachem e Capitani delle singole genti, loro rappresentanti reali perchè sempre deponibili; sedeva pubblicamente circondato dagli altri membri della tribù, che avevano diritto di interquerire e di esporre la propria opinione; il Consiglio deliberava. Ordinariamente ogni presente veniva udito a sua richiesta, e anche le donne potevano esporre le loro idee mediante un oratore di loro scelta. Fra gli Irocchesi la decisione definitiva doveva essere presa all'unanimità, ciò che avveniva anche per talune decisioni delle comunità di marca alemanne. Al Consiglio della tribù spettava sopratutto disciplinare i rapporti colle tribù straniere; esso inviava o riceveva ambasciatori, dichiarava la guerra e conchiudeva la pace. Se scoppiava la guerra, per lo più era fatta da volontarii. Per massima ogni tribù era considerata in istato di guerra con ogni altra, colla quale non avesse conchiuso un esplicito trattato di pace. Guerrieri eminenti organizzavano per lo più tali spedizioni, indicendo una danza di guerra; chi danzava dichiarava con ciò di partecipare alla spedizione. La colonna era subito allestita e posta in movimento. Anche la difesa del territorio di una tribù attaccata era fatta per lo più con l'appello di volontarii. La partenza e il ritorno di siffatte colonne davano sempre occasione a pubbliche festività. L'assenso del Consiglio della tribù a simili spedizioni non era necessario, e non veniva nè chiesto, nè dato. Sono, in fondo, le spedizioni private di guerra delle compagnie militari dei Germani, quali ce le descrive Tacito, colla differenza che, fra i Germani, queste compagnie hanno già assunto un carattere stabile, formano un nucleo fisso, già organizzato in tempo di pace, e intorno al quale, allo scoppiar della guerra, si aggruppano gli altri volontarii. Di rado tali colonne di guerra erano numerose; le più importanti spedizioni degli Indiani, anche a grandi distanze, erano eseguite da tenui forze di combattimento. Se parecchie di siffatte compagnie si riunivano per una grande impresa, ciascuna non ubbidiva che al suo condottiero; l'unità del piano di campagna era, bene o male, assicurata da un Consiglio di questi capi. È insomma, il modo di guerra degli Alemanni nel quarto secolo sull'alto Reno, quale lo vediamo descritto in Ammiano Marcellino.