Tutta l'Attica fu divisa in cento distretti comunali, o demi, ciascun dei quali si amministrava da sè. I cittadini residenti in ogni demo (demoti) eleggevano il loro capo (demarco) e il loro tesoriere, più trenta giudici con giurisdizione sulle piccole controversie. Avevano ancora un proprio tempio e un dio protettore, o eroe, di cui eleggevano i sacerdoti. Nel demo il supremo potere era l'assemblea dei demoti. È, come ben osserva Morgan, il tipo dei Comuni urbani d'America, che si governano da sè stessi. Il nascente Stato ateniese partiva da quella stessa unità, con la quale finisce lo Stato moderno nel suo più elevato sviluppo.

Dieci di queste unità, demi, formavano una tribù, che ora, a differenza dalle antiche tribù consanguinee, piglia nome di tribù locale. La tribù locale non era solo una tribù politica autonoma, era anche una corporazione militare; eleggeva il filarco, o capo della tribù, che comandava la cavalleria, il tassiarco per la fanteria, e lo stratega che comandava tutta la milizia reclutata nel territorio della tribù. Forniva inoltre cinque navi da guerra con rispettivi equipaggi e comandanti, e aveva per sacro patrono un eroe attico, dal cui nome si intitolava. Finalmente eleggeva cinquanta consiglieri nel Consiglio ateniese.

La somma di tutto ciò era lo Stato ateniese, retto dal Consiglio composto dei cinquecento eletti delle dieci tribù, e in ultima istanza dall'Assemblea del popolo, dove ogni cittadino ateniese aveva accesso e diritto di voto; allato, arconti ed altri funzionari curavano i differenti rami amministrativi e giudiziarii. Un funzionario supremo del potere esecutivo non esisteva in Atene.

Con questa nuova costituzione e coll'ammissione di un grandissimo numero di clienti, in parte immigrati, in parte schiavi affrancati, gli organi della costituzione gentile erano stati scacciati dagli affari pubblici; essi discesero al grado di riunioni private e di confraternite religiose. Ma l'influenza morale, il tradizionale modo di concepire e di pensare dell'antica epoca gentile, continuarono ad ereditarsi per lungo tempo e non svanirono che a poco a poco. Ciò si vide in una ulteriore istituzione dello Stato.

Vedemmo che una delle essenziali caratteristiche dello Stato consiste in una forza pubblica distinta dalla massa del popolo. Atene non aveva allora che l'esercito popolare e una flotta fornita immediatamente dal popolo; quello e questa la difendevano dall'estero e tenevano a freno gli schiavi, che già formavano la grande maggioranza della popolazione. Di fronte ai cittadini la forza pubblica non esistì da principio che come polizia, la quale è vecchia quanto lo Stato, per lo che gl'ingenui francesi del secolo XVIII non parlavano di popoli inciviliti, ma di nations policées. Gli Ateniesi, insieme al loro Stato, istituirono quindi anche una polizia, una vera gendarmeria di arcieri a piedi e a cavallo. Ma questa gendarmeria era formata... di schiavi. Sembrava così degradante questo mestiere di birro al libero ateniese, che egli si lasciava piuttosto arrestare da schiavi armati, anzi che prestarsi esso stesso a tale ignominia. Questo era ancora l'antico sentimento gentile. Lo Stato non poteva sussistere senza polizia, ma esso era ancora giovane, e non godeva ancora sufficiente autorità morale, per rendere stimabile un mestiere, che agli antichi compagni gentili appariva necessariamente infame.

Quanto lo Stato, organato omai nei suoi tratti essenziali, fosse adatto alla nuova condizione sociale degli Ateniesi, lo mostra il rapido fiorire della ricchezza, del commercio e dell'industria. L'antagonismo di classi, sul quale riposavano le istituzioni politiche e sociali, non era più fra nobiltà e popolo comune, ma fra schiavi e liberi, fra clienti e cittadini. Al tempo del massimo fiore l'intera cittadinanza ateniese libera, donne e fanciulli compresi, consisteva di circa 90,000 individui, accanto ai quali si contavano 365,000 schiavi di ambo i sessi e 45,000 clienti — stranieri ed affrancati. Per ogni cittadino maschio adulto v'erano quindi almeno 18 schiavi, e più di due clienti. Il gran numero di schiavi proveniva dal fatto, che molti di essi lavoravano insieme nelle manifatture, grandi officine, sotto la sorveglianza d'ispettori. Ma, collo sviluppo del commercio e dell'industria, vennero l'accumulazione e la concentrazione delle ricchezze in poche mani, l'impoverimento della massa dei liberi cittadini, ai quali non rimaneva altra scelta, che, o di far concorrenza al lavoro schiavo col proprio lavoro manuale — ciò che passava per disonorevole, «banauso», e prometteva anche poco profitto — o diventare dei parassiti. Per necessità, date le circostanze, abbracciarono il secondo partito, ed essendo essi la massa, portarono con ciò lo sfacelo in tutto lo Stato ateniese. Non la democrazia rovinò Atene, come pretendono i pedanti piaggiatori dei principi europei, ma la schiavitù, che proscriveva il lavoro del cittadino libero.

La genesi dello Stato presso gli Ateniesi è un modello particolarmente tipico della formazione dello Stato in generale, perchè, da un lato, ha luogo senza perturbazioni, senza influsso di violenze interne od esterne — la usurpazione di Pisistrato non lasciò traccia della sua breve durata — e perchè, d'altro lato, fa scaturire direttamente dalla società gentile una forma di Stato già assai evoluta, la repubblica democratica; e, finalmente, perchè conosciamo sufficientemente tutte le sue particolarità essenziali.

VI. Gente e Stato in Roma.

Secondo la leggenda della fondazione di Roma, la prima colonia nacque da un dato numero di genti latine (la leggenda dice cento) riunite in una tribù, alle quali si unì bentosto una tribù sabellica, e infine una terza, composta di elementi diversi, anche queste, vuolsi, di cento genti ciascuna. Da tutto il racconto salta agli occhi che di primitivo non v'era quasi altro che la gente, e anche questa in molti casi non era che la propaggine di una gente madre rimasta nell'antica patria. Le tribù portano in fronte il suggello della composizione artificiale, benchè composte per lo più di elementi congiunti da parentela e modellate sul tipo dell'antica tribù cresciuta spontaneamente, non artificialmente combinata; non è dunque escluso, che il nucleo di ognuna delle tre tribù possa essere effettivamente stato una tribù antica. L'anello di congiunzione, la fratria, consisteva di dieci genti e chiamavasi curia; le curie quindi erano trenta.

È ammesso che la gente romana era la medesima istituzione della greca; se la greca non è che uno sviluppo di quella unità sociale, la cui forma primitiva ci è dato dai Pellirosse americani, lo stesso dovrà dirsi della romana. Possiamo quindi andar per le corte.