Fuori della zerìbah, in un vasto piazzale, erano raccolti i compratori che aspettavano il momento dell'asta. Ad un segnale che diede il Gran-Capo, l'Arabo dall'occhio bieco, il custode, condusse fuori gli schiavi da vendere, fra i quali Scibàka e sua madre che se la teneva per mano coll'aria abbattuta ed agitata aspettando il momento fatale.

Molti spettatori, disposti o no a comperare, secondo che darà l'occasione, si avvicinano agli schiavi; li palpano, li esaminano, e parlano dei pregi rispettivi di essi colla stessa noncuranza con cui un gruppo di stallieri discuterebbe intorno al merito di un cavallo.

La madre di Scibàka intanto guardava e riguardava con occhio inquieto la moltitudine delle fisonomie che si affollavano attorno a lei cercando se tra quelle ce ne fosse una cui essa e l'amata sua figlia si sentissero di poter chiamare padrone con minore ribrezzo.

Un momento prima che l'asta avesse luogo, un uomo, che non si sapeva di dove fosse venuto, ma che non era certo del Dàr-Fùr nè del Kordofàn nè di ChartùmDongolèse, un uomo di color bruno, lungo, magro e muscoloso, che aveva un camiciotto bleu, logoro e sudicio, si fece largo in mezzo alla folla come chi voglia incominciare attivamente un affare, e appressandosi al gruppo di schiavi, si pose ad esaminarli da uomo che se ne intende.

Subito che lo vide la madre di Scibàka provò istintivamente un orrore insuperabile, il quale si aumentava sempre più all'avvicinarsi di quell'individuo.

Or egli cominciò senza fare alcun complimento un esame minuzioso sopra quella partita di schiavi: prese la madre di Scibàka per la mascella e le aprì la bocca per osservarle i denti. La piccola Scibàka, ch'era vicina, per istinto, apriva anch'essa la sua bocca e faceva tutti que' movimenti che vedeva fare la madre. Quell'uomo poscia le fece tirar su la misera fàrda (veste), che la copriva per vederla tutta: la voltò e rivoltò in tutti i sensi, e la fece camminare e saltare per assicurarsi della sua agilità.

— Qual'è il tuo paese? le disse egli seccamente dopo di averla osservata da capo a fondo.

— Il paese dei Scìr[11], rispose ella guardando intorno come per cercare chi potesse liberarla.

— Potrebbe anch'esser vero, disse l'amatore, e distese la lunga e larga sua mano e tirò a sè la giovinetta; le toccò il collo e il busto; le tastò le braccia, esaminò i denti, e poscia la spinse verso la madre, la cui fisonomia esprimeva le crudeli angosce che le facevano provare i movimenti di quello stomachevole straniero.

La giovinetta atterrita si pose a piangere.