— Aspetta.... intanto ci permetterai di dare un'occhiata alle schiave, n'è vero?

— Quando non volete altro, questo posso fare anch'io.

Egli tirò in disparte l'angarèb che, come dissi, attraversava la porta della capanna, e poi se n'andò per l'uakìl, e noi entrammo.


No, non le descrivo.... non voglio descriverle.... non posso; mi sento l'anima troppo inclinata a maledire ed imprecare contro i trafficanti di schiavi! Sarei d'altronde ben crudele se volessi mettere alla tortura tanti spiriti gentili, cui toccasse di leggere questa pagina lacerante e sanguinosa. Faccio riflettere solamente che sono nove giovani madri ch'io dovrei descrivere appena strappate all'amore dei loro cari; sono madri per la perdita delle quali si disperano i mariti, e bambini lattanti le piangono e ne bramano il latte; sono madri strozzate fra i ceppi più duri; sono madri che avanti d'essere rapite non han potuto dare l'ultimo amplesso all'amata famiglia; or eccole lì accovacciate fra le loro immondezze, ignude, smunte, affamate, le quali, dopo d'avere indarno invocata la morte, aspettano coll'apatia dell'abbrutimento di mutar destino! Oh tremendi giudizi di Dio! io dicevo rivolgendomi convulsivamente ai compagni, e torcendo in cento guise le mani, senza sapere quello che mi facessi; non posso più reggere a questa vista! quanta espressione di dolore e di angoscia su que' volti e su quegli occhi, che più non piangono! ah! no, il cuore non ha più lagrime da spandere; esso non ha altro che sangue, e manda sangue tacitamente! Ah! Cristo Gesù, io sclamai alzando gli occhi al cielo, Voi, che a così caro prezzo avete redenta l'umanità intiera dalla schiavitù di satana, deh! salvate tante creature infelici anche dalla schiavitù degli uomini!...

Ah! sì; tutti unanimi innalziamo ardenti voti a Dio, perchè l'Associazione Internazionale per l'esplorazione e l'incivilimento dell'Africa Centrale, fondata a Bruxelles il 12 settembre 1876, dietro l'iniziativa di S. M. il Re dei Belgi, consegua presto il nobile e santo suo scopo! e ci sia dato di sollevare un grido in nome di Dio stesso perchè questa orrenda macchia dell'onore umano sia levata per sempre dalla faccia del mondo! E voi madri, specialmente, voi che avete appreso accanto alla culla dei vostri figli ad amare l'umanità, a simpatizzare con tutti coloro che soffrono; in nome del sacro amore di madre, in nome delle vostre gioie materne, in nome della sollecitudine tenera e profonda colla quale dirigete le giovani vite, in nome delle vostre ansietà per l'avvenire dei vostri figli, ve ne scongiuro, abbiate pietà della madre che ha un cuore come il vostro, ed a cui non è conceduto di proteggere, di guidare e di educare il figlio delle sue viscere! Per l'ora dolorosa dell'agonia di vostro figlio, per la rimembranza del suo sguardo moribondo che non potrete obliare giammai, per quegli ultimi gridi che hanno lacerato il vostro cuore quando non potevate nè salvarlo nè sollevarlo, per la desolazione di quella culla vuota e di quella camera silenziosa, io ve ne scongiuro, abbiate pietà di quelle madri, a cui il traffico degli schiavi strappa nei paesi dell'Africa Interna i loro figli, e pregate il Signore, come sapete voi pregarlo, perchè finisca una volta tanta sventura!!..


Mentre noi contemplavamo inorriditi quelle miserabili creature trattate colla più ributtante crudeltà, sopraggiunse l'uakìl, cui erano state affidate le schiave da vendere. Questi appena mi vide, mi salutò per nome, e disse d'avermi veduto più volte in Chartùm; e poi salutò il Ràies, e gli chiese:

— Che cosa desidera da me questo tuo signore, che mi mandò a chiamare?

— Egli desidera di comperare le schiave che si trovano in questa capanna.