Le tribù Dénka che abitano a diritta del fiume sono:

A sinistra:

Oltre alle dette tribù Dénka, sulla geografica posizione delle quali ebbi esatte relazioni, che potei riscontrare anche col fatto, molte altre se ne trovano che parlano la stessa lingua e sono:

Che se a queste tribù aggiungiamo quelle dei Nuèr, dei Gianghè e dei Scìluk, delle quali abbiamo parlato, e così pure le tribù che dal fiume Sóbat (9°, 11′, 25″), si estendono fin oltre l'11º grado, nella penisola del Sènnaar, cioè i Donghiòl, gli Agnar-kuèi, gli Abujò, gli Aghèr, gli Abialàñġ; e le tribù dei Gnièl, dei Beèr e dei Jòm, nell'interno della penisola stessa, al parallelo delle montagne dei Bèrta, avremo un numero di ventidue tribù almeno, che parlano la lingua dénka; lingua che più d'ogni altra si estende nella grande vallata del fiume Bianco; e le differenze di pronunzia e di sintassi che esistono fra le diverse tribù che la parlano, sono così poche da accorgersene appena.

Le parole che compongono questa lingua sono ordinariamente monosillabiche; che se qualche volta il vocabolo è bisillabo o trisillabo, scomposto che sia ne' suoi elementi, è facile a chi per poco conosca la lingua rilevare il significato di ciascun elemento.

Ciò non ostante la lingua dénka è pronta, rapida, abbastanza energica ed armoniosa[28].

Nel lungo studio ch'io feci di questa lingua ebbi a notare diverse voci onomatopeiche esprimenti specialmente i suoni che emettono le bestie; e queste voci talvolta sono monosillabiche e talora composte di due, tre, o anche più sillabe, secondo che semplici o composti sono i suoni emessi dall'ente che vuol essere indicato; per esempio: sing. miòr, pl. miûr — bove. Ñġào — gatto. Pér — gazzella. Kurè — tortorella. Bòu — abbaiare. Ròu — ippopotamo. Tuòt — oco selvatico. Aluluí — anitra selvatica. Il crepitare del fuoco si esprime colla parola letututùc, per esempio: il fuoco crepita — màg a-letututùc, ecc.