Tutte le tribù Dénka da me visitate, le quali abitano lungo il fiume Bianco dal 6º al 12º grado lat. N., contano cinque stagioni, che nella loro lingua sono chiamate così:

La prima stagione, Alè-kèr, corrisponde ai mesi di marzo e di aprile. Questa è la stagione, in cui il sole comincia a rianimare la vegetazione dapprima presso i Dénka verso il 6º grado, ai primi di marzo, e così gradatamente fino al 12º grado, ai primi di aprile.

E siccome dopo il 21 marzo il sole ha già passata la linea equinoziale, così tutti i Dénka chiamano questa stagione Alè-kèr — dopo il cerchio massimo. Di fatto la parola Alè-kèr è parola composta della preposizione alè — dopo, e del nome a-kèr, che significa cerchio massimo, equatore. I Dénka usano anche il verbo kèr, perf. ci-kèr, che vuol dire far cerchio, per indicare principalmente il giro apparente del sole intorno alla terra.

Le piogge hanno principio fra i Dénka verso il 6º grado, agli ultimi di marzo; e fra i Dénka verso il 12º grado, agli ultimi di aprile; sicchè questa prima stagione comincia poco innanzi le piogge.

In questa stagione il clima è reso meno caldo dai venti freschi ed umidi che spirano dall'est, e dalle nuvole che frequentemente velano il sole, senza però sciogliersi in pioggia.

La seconda stagione, Alè-jàk, corrisponde al tempo che corre tra il 21 aprile e il 21 maggio, tempo in cui il sole è già passato al zenìt di tutte le tribù Dénka poste tra il 6º e il 12º grado, dirigendosi verso il tropico del cancro.

Questa è la stagione, in cui i Negri dénka seminano la prima volta fra l'anno il terreno di fagiuoli e di dùrah; per la qual cosa essa vien chiamata anche stagione della semina, akòl-rór a-puòk — tempo in cui la gente semina. E siccome i Negri dénka cominciano la semina del grano dopo che il sole passò al loro zenìt, così questa stagione è da essi chiamata Alè-jàk, colla quale espressione vogliono indicare — dopo che il sole cadde co' suoi raggi perpendicolarmente sulle loro terre, — mentre la voce alè vuol dire dopo, ed ajàk, ovvero a-juàk, caduta. I Dénka usano pure il verbo juàk, perf. ci-juìk — cadere dall'alto.

In questa stagione le piogge son già incominciate, e da per tutto animata è la natura.