— Le stesse pene sono forse applicate anche alle donne?

— No, alle donne cattive s'applicano pene meno severe, poichè si ritiene che la colpabilità nella donna sia minore che nell'uomo, e perchè essa è più sensibile al castigo.

— Tu mi dicesti che il diritto di punizione spetta alla persona, che rimase offesa; e ciò avviene, lo so, qualora si tratti di uomini o di donne. Ma se un uomo commette ingiustizia contro una donna, o una donna contro un uomo?...

— Se un uomo commette ingiustizie contro una donna, è il marito che deve vendicarla, e se ella non ha marito, i suoi parenti. Che se è una donna che offende un uomo, in tal caso la punizione viene inflitta da un'altra donna a ciò deputata, ma non mai dall'uomo, fosse pur anche l'offeso, quando non sia il marito, il quale della propria donna può fare tutto quello che gli piace.

— Fammi attenzione (ñġiég-e-nòm); tu mi dicesti ancora che la misura della punizione viene determinata dalla consuetudine, e che presso voi, per ogni delitto è stabilita una pena corrispondente; ma.... possono occorrere certe circostanze che diminuiscono la colpa nell'offensore....

— È vero, rispose il Negro; ma se è così, noi ricorriamo allo Tièt (sacerdote e giudice) ed al Gran-capo (Bègñ-did) perchè essi decidano sulla proporzione della pena.

— E quale età debbono avere compiuto i giovinetti e le giovinette perchè sieno capaci di punizione?

— A un di presso questa età, egli disse, accennando due giovinetti ch'erano presenti, ed avevano circa dieci anni.

— V'è mai avvenuto di punire qualcheduno che fosse innocente?

— Per quanto io mi sappia, ciò non è mai avvenuto, e difficilmente può avvenire, imperciocchè non si puniscono che coloro che sono colti in flagranti.