ecco, ed il ciel di maggio ride a la rotta nube.

Tal, dopo sì gran guerra, dopo tanta notte funesta,

dopo l'amaro tedio, dopo il lamento vile,

(lungi per sempre, lungi, o sogni, da l'anima nostra;

sogni, che troppo un giorno perseguitammo in vano!)

l'anima, liberata di tutte procelle, respira;

non il ricordo l'ange, non il desio l'acceca,

più non la morde cura d'antichi amori o novelli,

ansia non più l'affanna d'altri ignorati beni.

L'Anima sta: tranquilla rispecchia la vita e raccoglie