— Isabella!

— Ho paura, ho paura.

Ella aveva in sommo della gola l'atroce pulsazione della sua vita. Perduta era dentro di sé, fuori di sé.

— Dove siamo? Si fa sera?

Egli l'aveva ancóra presa per la mano come per condurla; e dentro di sé e fuori di sé era perduto. Camminavano sul loro stesso tremito, come su una corda tesa e oscillante.

— Ah, non posso più!

Chi dei due aveva esalato quell'anelito? Ancor due erano le bocche ma una era l'ambascia, e le loro due forze confuse non la sostenevano.

— Non posso più!

D'improvviso rientravano nell'azzurro e nell'oro, riudivano la melodia dominante, rivedevano splendere il più lungo giorno.

— Forse, forse, forse....