Ella pronunziò l'ultima parola, nella sua lingua, con una buffoneria così seria che le altre non poterono trattenersi dal ridere.
— Simonetta, — gridò Novella irritata — mandala via, che vada a pattinare.
Dolly tracannò d'un fiato una tazza di tè già fredda e mise un'altra sigaretta nel bocchino d'ambra, imperturbabile.
— Che fondo di tragedia è Fondi! — disse Bianca Nerli. — Mio padre ci fu quando cacciava nelle Paludi Pontine. Un piano di fossi e di macchie pantanose, un lago morticcio, una città bassa con due cinte di muraglie, la miseria e la febbre alle porte....
— Il pastore feroce aveva ventidue anni — disse Novella. — La vittima ne aveva ventuno. Si chiamava Driade di Sarro.
— Che nome strano!
— Era bellissima e intrepida.
— Imagina che, dopo il primo tentativo di ratto, si provvide d'una rivoltella, e si esercitava contro i tronchi delle roveri.
— Non passava giorno ch'egli non la perseguitasse e non la minacciasse.
— Era un ossesso d'amore. Si faceva esorcizzare dagli stregoni. Beveva i filtri d'erbe, che non lo guarivano. Chiara t'ha ripetuto le parole del suo male. Perduta ogni speranza, non potendo più vivere, egli non pensò che a vendicarsi.