— Un piccolo lied di Schumann.

Frühlingslied, Vanina.

Frühlingslust, Vanina.

Frühlingsgruss, Vanina.

Frühlingsfahrt, Vanina.

Frühlingsbotschaft, Vanina.

Ella si lasciava sorreggere e sospingere da tutte quelle mani carezzevoli e supplichevoli verso il pianoforte. Tutte quelle bocche di vergini, forse già baciate, forse non baciate ancóra, le facevano intorno una specie di litania primaverile ripetendo il suo dolce nome accanto alla parola barbarica. Come la voglia di ruzzare era sempre pronta a svegliarsi, la litania divenne un coro bizzarro appoggiato sul frullo della prima sillaba.

Frühlingsnacht, Vanina.

Ella si lasciava cullare e blandire con un'aria di bambina malata e pietosa di sé, che a un tratto le ammollì il viso olivastro. Pareva dicesse: «Tenetemi così, non mi lasciate più andare, cullatemi finché questo male non mi lasci, finché io non ridivenga fresca come voi, finché io non vi rassomigli!»

— Novella, siediti.