Udì in basso un lieve scricchiolìo, udì qualcosa cadere d'accanto al suo piede sinistro. Al calore, s'accorse che s'era spezzata o distaccata la tavoletta d'alluminio contrapposta al tubo di scarico, e che il getto dei gas infiammati lo investiva senza riparo. Ma vedeva la terra; la vedeva ingrandirsi, avvicinarsi di continuo, co' suoi monti, co' suoi poggi, con le sue macchie, con le sue spiagge. Il vento ora l'assaliva a colpi, a buffi, a rìfoli, a ràffiche.

Lottò, contrastò, assalto per assalto. Scorse e traverso l'onda eguale, sotto di lui, una flottiglia di battelli sottomarini che navigavano con lo scafo immerso, in manovra di battaglia. Comprese che Terranova, il Capo Figari, Porto Cervo, Caprera, la Maddalena gli erano a tramontana e ch'egli aveva tenuta la rotta più verso libeccio. Ma non virò, non la mutò. Anche una volta egli aveva tracciato con l'animo una linea più diritta di quella che le maestranze segnano col filo della sinopia. La costa era là, deserta sterile e dorata; nella sua bassura, propizia all'atterraggio. Scorse una muraglia informe di fichidindia; scorse più lungi in un seno verdiccio un armento presso una capanna conica. Scoprì in una calanca una lista di sabbione, contro una macchia cupa forse di ginepri, forse di lentischi. La scelse per atterrarsi. S'atterrò nel sogno e nel prodigio, sicuro e lieve, dismemorato e inconsapevole, quasi al frangente dell'onda.

Non clamore, non tuono di trionfo; non moltitudine pallida di facce, irta di mani. Silenzio selvaggio, erma gloria; e il mattino ancor fresco; e il respiro del mare fanciullo che le braccia piegate della terra cullavano; e la parola della segreta nutrice che sa la vita e la morte e ciò che deve nascere e ciò che non può morire e il tempo di tutto. «Figlio, non v'è dio se non sei tu quello.»

Egli restò attonito e intento per alcuni istanti. Poi fece l'atto di balzare su la sabbia; ma lo spasimo della bruciatura profonda gli strappò un grido, lo trattenne. Allora discese cauto, cercando intorno un sostegno. Sedette sul lido solitario; e si pose a distaccare dal piede incotto i resti del cuoio incarbonito. Come aveva esausta la forza e non sosteneva lo strazio, scivolò fino alla riva; e tenne il piede immerso nel mare.

OPERE di GABRIELE D'ANNUNZIO

Prose scelte L. 4
ROMANZI
Il Piacere 5 —
L'Innocente 4 —
Trionfo della Morte 5 —
Le Vergini delle Rocce 5 —
Il Fuoco 5 —
Le Novelle della Pescara 4 —
Forse che sì forse che no 5 —
POESIE
Canto novo; Intermezzo 4 —
L'Isottéo; la Chimera 4 —
Poema paradisiaco; Odi navali 4 —
La Canzone di Garibaldi: La Notte di Caprera 1 50
In morte di Giuseppe Verdi. Canzone 1 —
Nel primo centenario della nascita di Vittore Hugo — MDCCCII-MCMII — ode — 50
Elegie romane 3 50
Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi
Vol. I: Laus Vitæ. Legato in finta pergamena 8 —
— Legato in vera pergamena 12 —
Vol. II: Elettra — Alcione. Legato in finta pergamena 10 —
— Legato in vera pergamena 14 —
Edizione economica delle Laudi:
Laus Vitæ 4 —
Elettra 3 50
Alcione 3 50
L'Allegoria dell'Autunno 1 —
DRAMI
Francesca da Rimini 7 50
— Legata in pergamena con fregi i nastri 12 —
— Edizione economica 4 —
La Figlia di Iorio, tragedia in tre atti 4 —
— Legata in pelle, stile Cinquecento 10 —
La Fiaccola sotto il moggio, tragedia 4 —
— Legata in pelle, stile antico 10 —
La Città morta, tragedia in cinque atti 4 —
La Gioconda, tragedia in quattro atti 4 —
La Gloria, tragedia in cinque atti 4 —
I Sogni delle Stagioni
Sogno d'un mattino di primavera 2 —
Sogno d'un tramonto d'autunno 2 —
Più che l'amore, tragedia moderna 4 —
La Nave, tragedia in un prologo e tre episodi 5 —
Fedra, tragedia in tre atti 5 —
In preparazione:
Poesie scelte.
Le faville del maglio.
La madre folle, romanzo.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (battè/batté, bramosia/bramosìa, gorgoglio/gorgòglio/gorgóglio e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.