— Perché amavo anche allora i profumi.

— N'eri folle. Li componevi tu stessa. Ambivi il nome di «perfecta perfumera». La tua «compositione» era d'un'eccellenza insuperabile. Tutti imploravano la grazia d'un bussoletto. Ne donavi a re, a regine, a cardinali, a principi, a poeti. E il tuo Federico, quand'era in Francia, non ti chiedeva mai denari senza chiederti profumi e tanto spesso gli uni, credo, quanto gli altri.

— Eri ben tu Federico allora? Ti riconosco.

Risero forte entrambi, prendendosi le mani, guardandosi negli occhi splendidi.

— Ma spesso tu mandavi invece di denari un bussoletto, perch'eri piena di debiti.

— Oh no!

— Sì, sì; ne avevi fin sopra ai capelli, affogavi.

— Federico!

— Avevi sempre una voglia pazza di comprare tutto quello che ti piaceva; e poi non potevi pagare. Allora, debiti su debiti.

— Non è vero.