La Rondine.
Quella vecchia testuggine, sapete, con la scaglia tutta sbocconcellata, che chiamavamo Ninicchia, tanto affezionata a Mortella che la credeva perduta perché non s'era più fatta viva...
La Salvestra.
Ebbene?
La Rondine.
È ricomparsa! Mentre mi sforzavo di staccare questi tralci dal leccio del Conte, mi son sentita tirare appena appena per l'orlo della gonna come da un gattino timido. Mi [pg!96] son voltata. Era lei, ai miei piedi, sul musco, che tentennava quel suo capo novo come quel d'una serpe che avesse allora allora gettata la buccia.
La Salvestra.
Veramente la tirava per l'orlo?
La Rondine.
Ma sì, vi dico. Può essere che m'abbia presa per un cesto di lattuga. L'ho sollevata con le due mani, l'ho messa su una bella pietra al sole, e le ho detto: «Restate là, Ninicchia, senza muovervi; ché fra poco vi conduco qui la Fata Mortella». Deve aver capito.