Ha parlato basso, con una voce dirotta dal tremore dei denti. Anche l'altra si sbianca, ma tutto il rilievo della sua bellezza s'indura come il volto del tiranno che non può colpire perché non ha sotto la mano né arme né carnefice. Entrambe riempiono d'ansito la pausa.

Giana.

È una domanda perfida? è un sospetto? un laccio teso?

Mortella.

Una certezza.

Giana.

Certezza di quel mondo ove la prova non esiste e non conta?

Mortella.

Ah, ti basti che so, ti basti che ho udito, ti basti che ho veduto.

Giana.