Anche prima, anche prima che la malattia lo inchiodasse nel letto, certe sere, quando era solo con me, all'improvviso mi stringeva tra le sue braccia con una disperazione che faceva per me la notte su tutta la terra e oscurava tutto l'avvenire. Non [pg!182] parlava ma stringeva più forte. E sentivo cadere le sue lacrime sul mio capo... Ah, un anno di vita miserabile non m'avrebbe maturata come ciascuna di quelle. Rientrando a casa con lui, mi pareva di tornare dal fondo del dolore, sfiorita, senza più giovinezza. Che altra ghirlanda avrei potuto portare, dopo? Sono qui, quelle lacrime, sono qui dentro, tutte, indurite, divenute diamanti che tagliano.
Costanza.
Non sapevo, non sapevo...
Mortella.
Non sapevi ch'egli t'amava, che tanto t'amava? che aveva messo in te le radici della sua vita? che ti considerava come la sua compagna e come la sua creatura, come la sua opera e come il suo premio?
Costanza.
Ah, cessa!
Mortella.
Non sapevi che t'amava come oggi mio fratello ama la sua donna? Perché mio fratello, tuo figlio, l'ama la sua donna, senza rimedio. Là, nella mia stanza, prima che [pg!183] tu entrassi, ho sentito tremare il suo cuore sgomento sotto l'ombra che gli facevo per provarlo. «Ah, no, no!» balbettava, sconvolto. «Sparirei, morirei». E quel che fu fatto contro il suo padre, sarà fatto contro di lui. Tu l'hai preparato, tu l'hai voluto.
Costanza.