Ella ha risposto a voce bassa vibrando il colpo nel petto dell'uomo e lasciandovi il ferro. Balza indietro perdutamente, e lo guarda barcollare.
Gherardo Ismera.
Amico, fratello, tu mi vedi.
Egli trattiene lo spirito nella ferita con uno sforzo sovrumano. La notte dei cipressi è sopra la sua fine. Il rombo dell'organo si propaga alla pietra dov'egli è per piombare.
Torno presso di te... Voglio che la mia anima abbia la forza di condurre il mio corpo fino alla tua pietra... Tu lo dicevi: un coraggio di solitario, un coraggio di aquila... Nessuno sa, nessuno comprende... La scintilla d'un dio la cercherò nella tua cenere... Voglio... voglio andare a lui... io solo...
[pg!199] Egli si muove, fa qualche passo vacillante, mette il piede su l'orlo del primo gradino. La morte gli annoda le ginocchia, gli lega la lingua. Egli stramazza e rotola fin quasi alla soglia della porta ond'era venuto.
La sua donna è caduta in ginocchio, come falciata dal terrore, incapace di accorrere, incapace fin di trascinarsi.
Costanza.
Ti amo, ti amo! Verrò dove sarai...
Disperatamente ella tende le braccia, poi si rovescia indietro. Mortella si piega su lei, con un movimento divino di pietà e di dolore.
Mortella.