Madre, madre, bacio la tua mano, bacio questa mano!

S'ode per la scala la voce affannosa di Giana Guinigi.

La voce di Giana.

Mortella! Mortella! Chi ha gridato? Ho sentito gridare. Mortella, dove sei? Chi è là?

Mortella corre verso il cadavere. Si toglie dal collo il lungo velo bianco e gli copre il viso. Poi strappa il ferro dalla ferita. Giana appare alla soglia, scorge il corpo attraversato, si curva, lo palpa; ritrae le mani rabbrividendo.

Ah, è sangue! Chi l'ha ucciso?

[pg!200] Costanza Ismera sorge dal suo tramortimento, simile nell'aspetto a quelle anime che, per rispondere nel dì novissimo, ricompongono le loro ossa e le loro carni intorno al loro spavento.

Ma Mortella, tutta bianca, mostrando nel pugno la misericordia insanguinata, grida la sua vendetta.

Mortella.

Io! Io l'ho ucciso, con questo.

EXPLICIT DRAMA.