Giana.
Sei strana, Mortella.
Mortella.
M'imagino d'aver veduto in uno specchio quelle altre due mani, fuori delle maniche [pg!36] rimboccate, lavarsi in una bacinella col medesimo gesto, così agevoli, così bianche.
Giana.
Mi sgomenti. Troppo sei strana.
Mortella.
È un sogno che ho fatto.
Giana.
Più ti guardo, meno ti scopro.