È sofferente, signora? La prego, si segga.

Costanza.

Grazie. Domando perdono. Non è che una visita molto breve.

Giana.

Mi rincrescerebbe.

La sua cortesia è misurata e guardinga. Ma le tre creature del medesimo sangue sembrano avvolte da un turbine di dolore che d'attimo in attimo s'acceleri. Quelle prime parole scambiate sono vuote d'ogni vita, destituìte d'ogni peso, incerte; ma ora la bocca della madre pare gonfiarsi come le vene del cuore per colorare di tutta sé la dimanda ch'ella rivolge alla figlia immobile.

Costanza.

Non mi abbracci, Mortella?

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Mortella.