Ma no, ma no: c'è qualcuno là.
L'una si serra all'altra, comunicandosi lo sbigottimento.
Giana.
Chi è là?
Gherardo Ismera sale i gradini e apparisce al limitare del vestibolo.
Mortella.
È un uomo, un uomo vivo.
Lo riconosce, e trattiene a stento il grido, distaccandosi da Giana, indietreggiando ancóra.
Ah, è lui, è lui!
L'ospite si scopre il capo e s'avanza a traverso il vestibolo. È padrone di sé, nella sua semplice cortesia; ma qualche accento della sua voce tradisce il suo turbamento dominato.