Giana.
Dopo, sono diventata farfalla di notte. Giusto appunto, non portano ancóra le lampade! In fondo, credo che Mortella non abbia bisogno se non d'un poco di felicità.
Gherardo Ismera.
Pur sapendo che manca nella sua mano la linea della felicità, un giorno mi chiese, tutta seria: «Voi credete veramente che si possa morire?».
Giana.
Lo credete, veramente?
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Gherardo Ismera.
Talvolta certe creature sembrano così remote che potrebbero essere immortali. Qualche mattina, l'aria la conteneva come qualcosa che sia custodita per sempre, come una di quelle api che sono chiuse nell'ambra antica dove hanno assunto una specie di eternità priva di miele. Poi veniva a me con i suoi sogni e i suoi pensieri intricati non meno selvaggiamente dei suoi capelli zeppi di foglie, di paglie e di rovi, tornando dalle sue corse nel parco incolto. E restava in silenzio, come aspettando che io li districassi.
Giana.