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Mortella.

Io vorrei scalzarmi, e andarmene sola per certe viottole che non ho rivedute ancóra, camminare lungo una siepe dove sia rimasto a rasciugare un bucato di poveri, fare una carezza a un bambino sperso, ascoltare la campana d'una pieve, il verso d'un chiù, il fischio d'un treno, il cigolìo d'un baroccio, non ricordarmi più del mio nome, fermarmi a chiedere un bicchier d'acqua in un casale dove la vecchia accenda in punto la lucerna, e poi più in là cadere con la faccia contro terra...

La Rondine.

O malinconia! Perché, Mortina? E io che ti credevo tanto contenta d'essere rivenuta alla Guinigia, dopo questi tre anni!

Mortella.

Tu sei piccola, Gentucca: tu sei una rondinella bianca e nera. Tu hai il tuo piccolo cuore gonfio di primavera. Respiri come in una storia inventata. Non capisci. Io parlo della vita.

La Rondine.

Oh!

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