Non si confida. E sa com'è testereccia! Si tiene tutti i suoi pensieri nel suo capino ostinato e, quasi non fossero abbastanza chiusi, me li fa serrare intorno con quella treccia più ritorta d'una corda stramba.
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La Rondine.
Le s'addice molto, veramente.
La Salvestra.
Ne convengo. Ma ora, la mattina e la sera, quando la pettino, non parla più. Prima, mi ricordo, canterellava dentro i capelli, come in una gabbia di vinco bruno. Ora sta tutta muta, sotto; e pensa, e rimùgina. Anche quando qualche volta mi par di farle male col pettine fitto, non si risente. E le confesso che provo una certa soggezione, non so che apprensione, nel ravviarla, tanto certe volte mi par di mettere le mani nella sua doglia viva.
La Rondine.
Ah, vivi son di certo i suoi capelli come se si rammentassero d'essere stati serpi...
La Salvestra.
Serpi?