E il sol cadrà su’ monti; e il mar natale
da lungi arriderà tra ’l roseo foco,
sospirando Tibullo da Corcira.
RILEGGENDO OMERO
A GIULIO SALVADORI
I.
Son paghi i voti miei. Divin custode
ondeggia innanzi a la mia porta il mare.
Canta, grave e soave: il suo cantare
ha un’ignota virtù su l’uom che l’ode.
Qual gregge, con un lento digradare
scendon li olivi a le ricurve prode;
in su ’l meriggio la pia selva gode
le chiome ne la queta onda specchiare.
Son paghi, o amico, i voti miei. Conviene
Omero ne’ giocondi ozi: non cede
pur la sua voce a ’l grande equoreo coro.
Quale il Sole per l’alte aure serene,
fulgido, lungo i liti Achille incede
ne la lorica tutta quanta d’oro.