Orïana tenea l’incantamento.
Giacean, ebri d’assai dolci veleni,
ne l’antro i prodi; e larga di sereni
sogni la Luna era a l’umano armento.
Pascean su ’l limitare i palafreni
meravigliosi, li émuli de ’l vento:
battean la lunga coda in moto lento
a la coscia, e nitrían per li alti fieni.
Giunse Amadigi a l’antro solitario,
tutto de l’armi splendide vestito;
e tre volte suonò, ne ’l muto orrore.
Quindi, rompendo il magico velario
che l’edera tessea, con quell’ardito
gesto egli prese ad Orïana il cuore.
ORIANA INFEDELE
Quando Amadigi con l’eterna amante
giunse a l’isola Ferma (auree ne ’l giorno
lucean le mura ed i verzieri in torno
aulívano), le porte d’adamante
s’apriron mute e gravi, a ’l suon de ’l corno;
ma, lasciando Orïana a Floridante,
il Donzello del mare, almo e raggiante,
penetrò solo ne ’l divin soggiorno.
Disse a la donna il bel sir di Castiglia:
—Ahi che troppo di te m’arse il desio!
Or tu m’odi!—E la trasse ai labirinti.