Quando lungo il selvaggio
fiume la mia signora
navigava, a l’aurora,
con pomposo equipaggio,
si faceva canora
la riva a ’l suo passaggio
e li uccelli di maggio
volavan su la prora.
Scendevano i tappeti,
di color rosso e giallo,
ne l’acqua di turchese.
E i galanti roseti
salutavano il gallo
dipinto su ’l palvese.
II.
Per virtù de’ miei canti
emergevan da l’onda
amorosa e feconda
mille fiori odoranti;
e la signora bionda
da’ grandi occhi stellanti
arrideva alli incanti,
con voluttà profonda.
Prendeano singolare
forma ne ’l dubbio lume
alti i pioppi d’argento
e parean s’abbracciare
giù ne ’l letto de ’l fiume,
co ’l favore de ’l vento.