SIMILITUDINE


Pascono in ozio su le mura erbose
i cavalli asïatici d’Erode,
mirabili cavalli; e tra le rose
il fluttuare de le lunghe code

mollemente si perde. Accidiose
dormon le palme a torno in su le prode,
e or sì or no ne ’l sonno de le cose
il vivente de ’l mar fremito s’ode.

Ma se Jacìm con rauco grido appare,
balza correndo a lui lo stuol disperso,
a lui guardando da li occhi inquieti.

Amo così, mia bella, io figurare
i desideri miei per te ne ’l verso,
cavalli pascolati in tra i roseti.

SOGNO D’UNA NOTTE
DI PRIMAVERA


Tu discendi con pompa orientale
giù pe’ i lucidi gradi; ed una schiera
di femmine ti segue, per la nera
scala raggiando la beltà nivale.

Verso la terra, in atto di preghiera,
tu protendi le braccia; ed a ’l segnale
da le bocche mulièbri agile sale
il cantico a la nuova primavera.