tra i cardinali principi in vermiglia
cappa, che con ambigui
sorrisi riguardavano la figlia
de ’l papa,—ne’ contigui

atrj i coppieri, adolescenti flavi
che rispondeano a un nome
sonoro ed arrossian come soavi
fanciulle ed avean chiome

lunghe, i coppieri d’Alessandro sesto
tenean coppe d’argento
entro la man levata, e con un gesto
d’umiltà grave e lento

offeriano a le molte inclite dame
le rose ed i rinfreschi.
Allettati correan pieni di brame
i veltri barbareschi

traendo fra le zampe il guinzal d’oro
che mal ressero i paggi.
Gioivano le dame inclite in coro
ai gran salti selvaggi,

e disperdendo in copia su ’l lucente
musaico a piene mani
cibi e rose, blandían trepidamente
i belli atroci cani.

Allor Giulia Farnese, un suo lascivo
balen da li occhi fuora
mettendo (a ’l riso il corpo agile e vivo
fremea come sonora

cetra), il sen nudo porse; e in tra le poppe
bianche rotonde e dure
un fante a lei da le papali coppe
versò le confetture.

Or non così, mie belle, o voi che tanto
amai e celebrai
e incoronai del mio lucido canto
ne’ boschi e ne’ rosai,

or non così venite al mio festino
ove l’Amor v’aduna?
I vostri baci, più dolci de ’l vino,
a ’l sole ed a la luna