ella solea discender le marmoree
scale de ’l suo palagio; ed i levrieri
d’Africa in torno a lei con prodigiosi
balzi urgevan chiedendo d’inseguire.

Sorrideami, guardando, ella. Secura,
sopra l’ultimo grado, indi blandiva
i bei levrieri dalla rosea gola

candidi cacciatori, insofferenti
d’ozio, che in torno a lei con prodigiosi
balzi urgevan chiedendo d’inseguire.

VI.

Ne ’l cortile marmorëo, tra l’alte
colonne a cui s’abbracciano le piante
con amorosi vincoli di fiori,
tace la Bella Fonte, inanimata?

Nè più Bacco fanciullo, in su li opimi
grappoli assiso, ride da la tonda
faccia e vendemmia, candido tra l’acque
riscintillanti a ’l sole ed a la luna?

Scendevano i suoi bianchi cani a l’alba
latrando; ed ella li seguìa ne ’l corso
tenendo entro il gentil pugno i guinzali.

E conduceali a dissetarsi. Oh dolce
cosa vedere lei presso la fonte,
simile a Delia, tra i beventi cani!


INVITO ALLA CACCIA

Pascean su ’l limitare i palafreni
meravigliosi, li émuli de ’l vento. . . .