In mezzo, un vivo stel dïamantino
balza ne ’l sole: tra i fuggenti vani
de le colonne adorano il divino
Sole i cedri, li aranci e i melograni.
Ella posa ne l’ombra, in signorile
atto: si stende a ’l niveo piè d’avanti
la pelle d’una gran tigre di Giava.
Dormono a presso i veltri da ’l sottile
muso di luccio, candidi, eleganti,
snelli, che Paol Veronese amava.
IV.
Vive anco, immersa ne ’l natale aroma,
lungo il mare una gran selva d’aranci,
ove lento il paone apre ne l’ombra
la pompa de le sue fulgide piume?
Un tempo, allor che in chiari ozi taceva
il golfo ed era il sole alto ne’ cieli,
(sempre dolce il ricordo a me) giacere
noi amavamo ne la selva d’oro.
Udivam, ne ’l silenzio, a quando a quando
cader su l’acqua i frutti, ed i paoni
schiamazzare tra i rami a noi su ’l capo;
fin che vinceane il Sonno. E de ’l profumo
agreste come de ’l calor d’un vino
si nutrivano i sogni dilettosi.
V.
Un dì, come il silenzio alto ne’ campi
regnava, a mezzo il giorno, e tra le messi
cantavano i servili uomini un inno
a l’abondanza de ’l rinato pane,