Disegno di Mario de Maria.
Fototipia Danesi Roma
A F. P. MICHETTI
O Francesco, le ninfe de ’l Guercino
seminude accorrenti ne la caccia
ove Diana da le nivee braccia
tende a la strage il grande arco divino;
e la fatale donna de ’l Vecelli,
pallida, a cui ne le perfette mani
risplendono le gemme de li anelli
arcanamente, come talismani;
e il bel vïolinista Rafaele
a cui si piega sovra il collo puro,
quale un nobile giglio morituro,
esangue il capo d’angelo infedele,
o Francesco, per che virtù profonda
hanno l’anima tua rinnovellata?
Sorge l’anima tua, da la gioconda
communïone, fulgida ed alata
a l’Ideale che non ha tramonti,
a la Bellezza che non sa dolori?
Quando grida una voce:—In alto i cuori!—
raggiano de’ poeti erte le fronti.
Oh pomeriggi chiari e dilettosi
in cui fiorì la tua nova fatica
e dentro i versi miei laboriosi
tremò il disìo de la bellezza antica!