che m'alita su l'anima continuo,

e da quel tuo sorriso, dal sorriso

di vergogna, che per un anno fu

il segno della tua bontà paterna!

Tibaldo.

Mi struggevo d'amore

per te, con un rimpianto senza fine,

esiliato dall'anima tua,

esiliato da tutte le dolci

cose che conoscevo