Una pausa.
Lucio Settala, con l'accento dell'assoluta impossibilità.
Non posso. E tutto sarebbe vano.
Cosimo Dalbo.
Ma v'è un altro modo: abbandonare quella casa, sgomberarla, vuotarla di tutto, trasportare tutto altrove. Tu eviterai così anche la tristezza intollerabile del ricordo.... Come non senti che il cambiamento è necessario, se la tua vita si rinnova, perchè la compagna che hai ritrovata possa assistere al tuo lavoro? Soffriresti tu ch'ella si sedesse là dove l'altra si distese? ch'ella avesse di continuo negli occhi la visione dell'orribile sera?
Lucio Settala, sorridendo scorato e amaro.
Ebbene sì, hai ragione: cambieremo, andremo altrove, sceglieremo un bel luogo solitario, toglieremo la polvere dalle vecchie cose, apriremo tutte le finestre, faremo entrare l'aria pura, avremo un cumulo di creta, un blocco di marmo, alzeremo un monumento alla Libertà.
S'interrompe. La sua voce si fa singolarmente calma.
Una mattina la Gioconda batterà alla nuova porta; io le aprirò; ella entrerà; senza meraviglia io le dirò: Benvenuta.
Egli non contiene più l'amarezza.