Ah, ma tu sembri un fanciullo! Tutto per te si riduce a una chiave. Chiama dunque un fabbro, fa mutare la toppa; e m'avrai salvato.
Cosimo Dalbo, con dolcezza e tristezza.
Non t'adirare. Da principio credevo che tu dovessi soltanto liberarti d'una importuna. Riconosco, ora, che il mio consiglio era puerile.
Lucio Settala, implorando.
Cosimo, amico mio, fa di comprendere!
Cosimo Dalbo.
Comprendo; ma tu neghi.
Lucio Settala, lasciandosi di nuovo trasportare.
Non nego, non nego. Vuoi tu ch'io ti gridi che l'amo?
Si smarrisce, si guarda d'intorno sbigottito. Si passa una mano su la fronte, con un gesto di sofferenza. Abbassa la voce.