Bisognava lasciarmi morire. Pensa: se io che ero ebro di vita, se io che ero frenetico di forza e d'orgoglio, se io volli morire, è certo che riconobbi una necessità ineluttabile. Non potendo vivere nè con lei nè senza di lei, risolsi di partirmi dal mondo. Pensa: io che consideravo il mondo come il mio giardino e che avevo tutte le avidità dinanzi a tutte le bellezze! È certo dunque che riconobbi una necessità ineluttabile, un fato di ferro. Bisognava lasciarmi morire.

Cosimo Dalbo.

Tu disconosci ora la santità d'un miracolo, crudelmente.

Lucio Settala.

Non sono crudele. Per orrore delle crudeltà a cui mi trascinava la violenza del male, per non calpestare una virtù che mi pareva più che umana, per non poter sostenere la dolcezza d'una piccola voce inconsapevole che interrogava, per impedire a me stesso il peggio, comprendi?, per questo mi risolsi. E per orrore di ricominciare io mi rammarico, perché oggi io sono come un disperato che abbia preso un narcotico e si svegli dopo un sonno profondo e ritrovi al suo capezzale la stessa disperazione.

Cosimo Dalbo.

La stessa! Ed ho ancora negli orecchi le tue prime parole: "Non so più nulla; non mi ricordo, non voglio ricordarmi più..." Tu sembravi immemore di tutto, proteso verso un altro bene. Ho ancora negli orecchi il suono della tua voce, quando chiamasti la madre di Beata, levandoti a un tratto, impaziente, come per un ardore che non consentisse indugio. Vedo ancora il tuo sguardo su lei, quando entrò palpitante come una Speranza. E, certo, quella sera tu dovesti inginocchiarti ed ella dovette piangere ed entrambi doveste sentire la bontà della vita.

Lucio Settala.

Sì, sì, così fu: l'adorazione! Tutta l'anima mia si prostrò ai suoi piedi, riconobbe quel che è divino in lei, con una ebrezza di umiltà, con un fervore di riconoscenza indicibili. Fu un rapimento. Tu avevi parlato di un'estasi della luce; io la provai in quegli attimi. Ogni macchia parve cancellata; ogni ombra distrutta. La vita ebbe un nuovo splendore. Io credetti d'essere salvo per sempre....

S'interrompe.