Nella parete destra, una porta è nascosta da una portiera pesante e ricca; nella sinistra, un uscioletto a muro è dissimulato dalla tappezzeria. Amplissimi divani, coperti di drappi e di cuscini, ricorrono in torno. Le figure sono disposte ad arte, per secondare la meditazione e il sogno: un fascio di spighe in un raso di rame sta innanzi al bassorilievo eleusino di Demeter; un piccolo Pegaso di bronzo su uno stelo di verde antico sta innanzi alla Medusa Ludovisia.

Il sentimento espresso dall'aspetto del luogo è diversissimo da quello che addolcisce la stanza dell'altra casa in vista del poggio mistico. La scelta e le analogie di tutte le forme rivelano qui l'aspirazione verso una vita carnale, vittoriosa e creatrice. Le due Messaggere divine sembrano agitare e ampliare incessantemente l'aria chiusa con la foga del loro volo immenso.

SCENA PRIMA.

Silvia Settala è nel mezzo della stanza, in piedi, avendo già deposto il cappello, il mantello, i guanti. Sembra ch'ella cerchi di riconoscere le cose, quasi di rendersele novamente familiari, di ristabilire una comunione con esse, di non sentirsi estranea. Ella domina la sua angoscia, sotto gli occhi della sorella. Francesca Doni s'è seduta, perché le ginocchia le tremano e il cuore le batte troppo forte.

Silvia Settala, guardando intorno.

È strano: sembra più grande....

Francesca Doni.

Che cosa?

Silvia Settala.

La stanza. Non sembra più la stessa....